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Matteo Messina Denaro - a cura di Salvatore Mugno
LETTERE A SVETONIO
Il capo di cosa nostra si racconta


COLLANA: Eretica
GENERE:
pp. 128
Anno: 2008
PREZZO: 10,20 euro
(15% di sconto sul prezzo di copertina: 12,00 euro)
ISBN: 978-88-6222-053-8




 
   
 

Chiara Fortebraccio Di Domenico
POCHE REGOLE SEMPLICI
  Stefano Diana
NOI SIAMO INCALCOLABILI
  Tsai Chih Chung
ZHUANGZI

Pluriomicida appartenente all’ala stragista di Cosa Nostra e capomafia superlatitante braccato da tutte le polizie, ecco che Matteo Messina Denaro – Diabolik per gli amici – si scopre… ‘scrittore’: autore di lettere come ‘flussi di coscienza’ rivelatori d’una barocca disposizione letteraria.
Suo misterioso interlocutore è un politico (forse anche agente dei Servizi segreti celato sotto il nome di “Svetonio”) cui l’inconsapevole boss, erede di Riina e Provenzano, fiduciosamente
si rivolge firmandosi col nom de plume di “Alessio”.
L’epistolario di Matteo-“Alessio”, minuziosamente argomentato, talora orgoglioso e nello stesso tempo strategicamente vittimistico, esprime
la condizione di una certa mafia siciliana sospesa tra l’antica fase contadina e quella metropolitana e transnazionale.
Intanto, come lo fu lo scrittore-criminale E. Bunker, autore di romanzi di culto, Matteo Messina Denaro è oggi nell’elenco dei most wanted dell’FBI.
 

APPROFONDIMENTI

Un bell'articolo de "La Repubblica" del 30 agosto 2014, su delitti e romanzi, in cui viene citato, con onore, "Lettere a Svetonio":
ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/08/30/delitto-e-romanzo-seleditore-non-chiede-la-fedina-penalePalermo11.html?ref=search

Recensione su "La lettura - Corriere della Sera", allegato al quotidiano, in edicola dal 17 al 23 luglio 2016


 

I COMMENTI DEI LETTORI
  17/10/2008
elogio del delinquente
per una questione di elementare pedagogia eviterei pubblicare libri di volgari assassini

peskov
 
     
  16/11/2008
Complimenti
Ho comprato il libro e devo dire che ho trovato geniale l'idea di leggere Denaro in questa inedita veste, interssante la documentazione, gli approfondimenti e la sezione fotografica, un ottimo lavoro, un buon libro, certamente fa la differenza, complimenti all'autore.

Let tore
 
     
  16/11/2008
biasimo dei perbenisti autoassolutori
Caro Peskov
leggo soltanto adesso il suo commento e me ne scuso. Ma le rispondo volentieri, anche sui punti che volesse sottopormi in futuro in maniera più puntuale.
La ringrazio di avere prestato la sua attenzione al libro curato dal sottoscritto, ma temo che Lei non lo abbia letto integralmente. In esso e con esso non si fa alcun elogio. Esso raccoglie dei documenti, racconta dei fatti ed esprime alcune opinioni del sottoscritto.
Matteo Messina Denaro vi risulta integralmente per il criminale che è (si vedano le pagine dedicate alla sua biografia, la prima finora così dettagliata: da p. 88 a p. 126)e l'album fotografico (pp.84-87).
Né per lui si chiede e pretende altro se non il carcere (dove poter magari continuare a leggere e scrivere!)e tutto ciò che la legge prevede.
Ma se nelle sue lettere indirizzate a "Svetonio"-Vaccarino vi fosse anche qualcosa che va oltre il suo profilo delinquenziale, perché tacerne? E perché avere il falso pudore di non attribuirgli i testi che sono suoi e che, prima che al sottoscritto, sono apparsi interessanti ad altri giornalisti e studiosi (si vedano i nomi e le citazioni nel libro)?
Gli assassini forse sono tutti volgari, ma il mondo è pieno di assassini che hanno svolto o svolgono un sacco di attività le più varie, incluso lo scrivere libri. Vogliamo bruciare tutti gli scritti dei malfattori?
"Lettere a Svetonio" è un libro sulla letteratura dei criminali: si figuri che c'è chi pensa che l'arte stessa sia roba da criminali nel momento in cui sovverte il "quieto" vivere.
Nessuna "assoluzione" da parte nostra per Messina Denaro, ma ciò non ci impedisce di leggerne e proporne gli scritti non prettamente delinquenziali (i "pizzini" operativi) come materiale umano e letterario, se in essi vi sono umanità e indizi di letteratura. Al sottoscritto, peraltro, pare che ciò possa servire a saperne e capirne di più, su di lui, il criminale, certo, ma anche su di noi, la gente "perbene".
Se in copertina è stato indicato Matteo Messina Denaro come autore, con ciò si è voluto (amaramente e provocatoriamente!)sottolineare che lo si possa(o debba)anche ritenere (purtroppo!), oltre che un assassino e un mafioso, un "esponente" di punta della cultura (mafiosa) che la provincia di Trapani e la Sicilia (ma forse anche l'Italia intera) hanno espresso e continuano ad esprimere in quantità industriali.
Non si rimane latitanti e attivi per decenni (vedi Riina e Provenzano) senza appoggi sia popolari che dei potenti: lei ha saputo della vicenda Cuffaro?
Conosce la storia della famiglia Messina Denaro? Sa delle trattative tra Stato e mafia del 1992?
Lei sa che i Riina, i Provenzano e i Messina Denaro non sono extraterrestri, ma il prodotto delle comunità in cui sono nati e hanno operato.
Il libro è anche un atto di accusa contro la mafia culturale (veda a p.25). Ma di questo, se vuole, parleremo un'altra volta. Grazie.

Salvatore Mugno


Salvatore Mugno
 
     
  16/08/2009
riflessioni
considerando il precedente di giuliano morto guardA CASO A CASTELVETRANO CREDO CHE AHCE MD ABBIA UN SUGGERITORE MAGARI CON IL CLASSICO PER MATURITA.NON CI TROVO NIENTE DI NUOVO.IL NOME ALESSIO IN GRECO SIGNIFICA VALOROSO E PAROLE GREHE E NON SOLO LATINE NE CONTENGONO LE SUE SPARATE CULTURALI.I SUOI OBIETTIVI DELLE STRAGI SONO GRECOFONI COME I GEORGOFILI.

mario
 
     

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