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Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada
VINO E BUFALE
Tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche


COLLANA: Eretica
GENERE:
pp. 144
Anno: 2009
PREZZO: 10,20 euro
(15% di sconto sul prezzo di copertina: 12,00 euro)
ISBN: 978-88-6222-090-3




Domenica 13 settembre 2015 - Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada al Festivaletteratura di Mantova. Il video del loro intervento al link seguente:
www.youtube.com/watch?v=zYcWGsljvq8&sns=em
 
   
 

Michele Guerra
LE TIGRI DELLE GABBIE INVISIBILI
  Denise Ciampi
L'AMORE DI GRETA PER I PAPPAGALLI
  Dario Piccotti
L'INFERNO DEL PROLETARIATO

Vino, birra e superalcolici sono i protagonisti della più massiccia disinformazione nei confronti di una sostanza di comune consumo: l’alcol.
Gli effetti benefici dell’alcol non sono sostenuti da rigorose ricerche scientifiche, ma dall’interesse di una lobby di produttori, politici e giornalisti.
Scoprirete che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che meno alcol si beve meglio è, che anche piccole quantità comportano rischi e che non esiste motivo legato alla salute per consumare alcolici.
Anzi l’alcol è la seconda causa di cancro dopo il fumo, è la prima causa di morte tra i giovani, aumenta fino a 380 volte il rischio di incidenti d’auto, provoca il 10% dei ricoveri ospedalieri e ci costa ogni anno almeno quanto una finanziaria.
Alla fine di questo libro avrete le informazioni corrette e documentate per decidere del vostro stile di vita rispetto al vino e alle bevande alcoliche.
Potrete anche continuare a bere, ma solo perché vi piace. Perché tutti gli altri motivi sono delle bufale.

APPROFONDIMENTI

gustoblog.txt. Recensione su gustoblog.it
bassanonet.txt. Articolo on-line (bassanonet.it)
european_consumers.txt. Rassegna stampa da europeanconsumers.it
 

I COMMENTI DEI LETTORI
  02/10/2009
bello
bello, tutto vero probabilmente, simpatico poi l'editore ultraantiprobizionista che vi fa pubblicare questo libro leggermente contro il vino, tranne poi consumarlo da decenni in quantità industriali e, forse, smentirvi nella pratica....

erasmo
 
     
  04/10/2009
all'opposto del proibizionismo
Caro Erasmo, al link http://forum.corriere.it/nutrizione/03-10-2009/branca_branca_branca-1370118.html può leggere un mio breve scritto dove - in risposta a chi mi aveva accusato di "fare le crociate" - spiego come la nostra per la corretta informazione sul vino sia una battaglia di libertà, all'opposto del proibizionismo. Un caro saluto, sono contento che le sia piaciuto il nostro lavoro. Alessandro Sbarbada

alexbar
 
     
  05/10/2009
Sono figlio di un'alcoolista
Sono figlio di un'alcoolista morta a cinquantuno anni, figlia anche lei d'alcoolisti. Mai bevuto, ma sempre attento ai miei figli, perché la genetica spesso non perdona. Il vino é il solito insieme velenoso di cultura e business, quindi benvenuti gli scritti contro se hanno basi scientifiche serie. Ma se non li hanno, rafforzano il nemico. E Baraldi, se é quello dei psicofarmaci, m'ha già deluso. Spero questa volta sia più solido. Comunque, proibizionismo mai, l'Uomo é un animale libero, fa più volentieri quello che gli si vieta.

Gian-Andrea Rolla
 
     
  07/10/2009
la solidità
beh, sono d'accordo prima io di tutti e di Gianandrea. un conto è un romanzo come psicofarmaci agli psichiatri, che per quanto veicolo di un messaggio forte e preciso, non richiede riferimenti scientifici precisi; un conto è Vino e bufale dove, Gianandrea e tutti troverano le basi scientifiche serie e i riferimenti bibliografici solidi. Questo, devo dirlo, anche per l'insistenza dell'editore ultraantiproibizionista, che resta il più serio degli editori. perciò caro Gianamdrea, mi sento di rassicurart,e, aggiungo, anche rispetto alla genetica. ci risentiamo dopo la tua valutazione su Vino e bufale!

baraldi
 
     
  08/10/2009
informare
....l'Uomo é un animale libero, fa più volentieri quello che gli si vieta.

Ma dare una corretta informazione è fondamentale quanto la conoscenza e ben venga Vino e Bufale !!! ...poi non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori). La conoscenza è l'autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un'utilità inferiori.


carlo giomo
 
     
  24/10/2009
Divieto di bere e difficoltà di leggere
Caro Enrico, qui in Mauritania da dove le scrivo e vivo, l'Islam vieta di bere anche agli stranieri come me, ma io non ne ho bisogno perché ho paura di morire prima del tempo. E poi é difficilissimo leggere libri in italiano, perché se ne trovano solo in arabo e in francese. Sto quindi provando a farmi spedire il suo e le sapro' dire. Comunque mi ha già fatto venire la voglia di scrivere "tutto su mia madre", facendo nomi e cognomi e quindi se lo faro' non sarà un romanzo, ma quello che ho visto e sentito. Quindi già la ringrazio per questo primo effetto.

Gian-Andrea Rolla
 
     
  26/10/2009
vino e giovani
Gian Andrea, l'ultima uscita con Vino e bufale ci ha portato a contatto con un centinaio di ragazzi tra i diciotto e i vent'anni. E con loro abbiamo appreso che il problema sono proprio gli adulti, il loro modo di rapportarsi con le bevande alcoliche e col vino in particolare, la sconsideratezza con cui diffondono la loro cultura alcolica alle generazioni più giovani. Credo che alcuni di loro avrebbero potuto scrivere tristi storie di disagio familiare, di violenze domestiche, di degrado nascosto tra le mura di casa, storie che riconoscono un comune denominatore nel consumo del vino. questo per dirti che "tutto su mia madre" potrebbe essere un best-seller condiviso, ma anche per sottolineare che sono i proprio i giovani, come anche individuato dall'organizzazione momndiale della sanità, la risorsa e la riscossa per uscire da questa cultura dolente, sostenuta da interessi enormi, tutti molto lontani dalla salute delle persone.

enrico baraldi
 
     
  01/11/2009
Era ora !!!
Finalmente! Purtroppo è l'unica pubblicazione del genere che mette in evidenza l'ipocrisia dello Stato che da una parte sembra deciso a limitare le morti sulle strade e dall'altra accetta compromessi per salvaguardare gli interessi dei produttori.
Spero che venga pubblicizzato dai media anche al di là delle intenzioni e delle possibilità dell'editore.
Sicuramente leggerò dei brani del libro ai miei studenti.


Ettore Putortì
 
     
  21/02/2010
Viva la santa verita' delle minoranze!!
Salve,ho visto pocanzi l intervista che il Dott.Baraldi ha sostenuto a telereggio in merito al suo libro vino e bufale..Beh in un mondo in cui l ignoranza paga e quando dico paga intendo in tutti i sensi,sia economico che fisico,trovo che anche alla luce di cio che accade quotidianamente da sempre,sia davvero ora che qualcuno inizi a mostrare gli attributi andando a cozzare contro coloro che strumentalizzano l ignoranza rimpinzando le persone di idee sbagliate che servono solo a sostenere il businnes delle multinazionali di dominio e che non guardano piu al consumatore e all individuo stesso con il giusto grado di umanita'.Aprezzo molto cio che scrivete sugli effetti del vino e al benessere psicofisico che al contempo elargite con la vostra salubre informazione.GRAZIE,DI PERSONE COME VOI DOVREBBE ESSERNE PIENO IL MONDO!!!

Benvesp
 
     
  08/04/2010
OTTIMO LIBRICINO
Io ho smesso di bere da cinque anni,( ne ho 33) perchè altrimenti la mia vita prendeva una brutta piega, frequento tuttora l' ACAT e conosco benissimo tutti i problemi alcolcorrelati, so benissimo che intorno alla coltivazione della vite vivono molte famiglie, ma lo stato deve educare mentre sperpera denaro pubblico per incentivare la sola coltura della vite, se lo farebbe anche per delle altre colture forse comincerebbero anche gli agricoltori a coltivare dell' altro, è la mentalità che si deve cambiare ma non lo vogliono capire, ma non bisogna arrendersi la gente deve capire, ne va di mezzo il nostro avvenire!

guastafeste
 
     
  10/04/2010
SONO CURIOSO
non ho ancora letto il libro, e lo farò quanto prima.
bevo vino perchè mi piace e non certo perchè attratto da vere o presunte virtù terapeutiche.
gestisco una enoteca e quindi ogni mio commento ingenera un conflitto d'interessi. lasciatemi solo dire che mi spaventa molto il messaggio che leggo nella maggior parte dei commenti che mi hanno preceduto, cioè: consumatore = alcolista.
rimando ogni ulteriore commento a dopo la lettura.


lupothewolf
 
     
  12/04/2010
saggia è la curiosità
caro lupo, sono certo che ci sentiremo anche dopo la lettura di Vino e bufale. non si tratta di un libro proibizionista ... ma secondo te marcello baraghini avrebbe mai pubblicato un libro proibizionista ??!! anzi, perchè non organizziamo una cosa rivoluzionaria? la presentazione di Vino e bufale dentro un'enoteca? restiamo in contatto e magari ci capiremo sull'idea che forse nessuno è alcolista, ma che tutti nasciamo e cresciamo dentro una cultura alcolica... come succede al buon alvino dall'acqua raccontato nel libro! enrico baraldi e alessandro sbarbada

enricobaraldi
 
     
  27/04/2010
Master sulla birra - Slow Food
Cari Enrico ed Alessandro, mia moglie ha partecipato alla presentazione del Vostro libro a Cavalese nei giorni scorsi. Abbiamo in seguito avuto un confronto costruttivo di impressioni e devo ammettere che trovo delle difficoltà a coniugare coerentemente la passione della conoscenza e della degustazione con ciò che pare emerga dalle tesi del libro. Imparare a degustare e a riconoscere la buona birra, chiaramente senza abusarne e senza rimanere vittime delle lobbie, è uno sforzo verso il consumo consapevole o è deplorevole in ogni caso?

alberofelix
 
     
  27/04/2010
rispondo a alberofelix
caro Alberofelix, ci sono corsi di degustazione di sigari, ma nessuno si sogna per questo di dire che fumare faccia bene alla salute, nè d'altro canto nessuno pensa che questi corsi vadano aboliti.
La birra - buona o cattiva che sia - contiene alcol, che è tossico, cancerogeno ed ha le caratteristiche neurobiologiche e sociali di una droga pesante.
Per questo motivo ogni consumo è di per sè un "abuso".
Premesso questo, il nostro libro si pone l'obiettivo di ristabilire una correttezza nell'informazione inerente vino, birra e altri alcolici. Quando una persona è correttamente informata diviene più consapevole delle sue scelte, quali che siano.
Non ci sono giudizi morali sui comportamenti che poi ciascuno andrà a fare.
La nostra unica - dichiarata - "rigidità" è sui comportamenti che coinvolgono in maniera più vistosa la libertà e la vita altrui: bere in gravidanza, in allattamento, prima di guidare, sotto i 16 anni.
Qui prendiamo una posizione molto precisa scrivendo che in determinate situazioni non vanno consumate bevande alcoliche.
Ti aspettiamo alla presentazione del libro di Borgo Valsugana venerdì prossimo, così magari ne discutiamo di persona. Ciao.
Alessandro Sbarbada


alexbar
 
     
  05/05/2010
lettera alla moglie del governatore Zaia da parte degli autori di Vino e bufale
Spett.le signora Raffaella Monti, ci rivolgiamo a lei perché parlare di questo argomento con suo marito, il Governatore Luca Zaia, risulta sempre più difficile. E dire che lui la pensava proprio come noi, cioè che chi si mette alla guida non deve in nessun modo avere consumato bevande alcoliche. Tuttavia, nel giro di un paio di anni ha cambiato idea e all’ultima edizione di Vinitaly ha dichiarato che questo allarme nei confronti anche di un paio di bicchieri di vino è “una cazzata”.
Immaginiamo quali siano le pressioni e i molteplici interessi che complicano la vita di un uomo politico, prima ministro della Repubblica, ora governatore di una regione ricca (e grande produttrice di vino) quale è il Veneto.
Ma sappiamo anche che a fare grande un uomo è in buona misura la donna che gli sta vicino. Per questo ci rivolgiamo a Lei, con argomentazioni che la sua sensibilità di donna le sapranno fare apprezzare.
Saprà capire che non possiamo nasconderci che l’alcol è alla base di una grande percentuale degli incidenti d’auto. È vero che la rilevazione statistica non descrive correttamente le cause degli incidenti, ma tutti gli esperti in materia concordano che quelli che definiamo “incidenti”, spesso incidenti non sono, ma vere e proprie violenze perpetrate lungo le strade da parte di persone che si mettono alla guida in condizioni non idonee e, molte volte, proprio a causa del vino .
Saprà capire il dolore di madri sconvolte dalla morte di un figlio vittima passiva di un autista alterato dall’alcol, e anche il dolore di madri il cui figlio ebbro ha ucciso passanti che avevano l’unica colpa, per l’appunto, di passare di lì.
Saprà rabbrividire davanti al corpicino del bimbo di diciotto mesi vittima, insieme ai suoi genitori, di un incidente assurdo e spaventoso, avvenuto qualche giorno fa lungo la stessa autostrada che attraversa la sua regione, determinato da una guida gravemente compromessa dall’alcol.
Saprà ascoltare le ragioni di chi antepone agli interessi leciti di coltivatori di viti e produttori di vini l’interesse superiore della salute, della sicurezza soprattutto di persone giovani che hanno bisogno di regole certe a tutela della loro vita.
Saprà riflettere su quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè che l’alcol è il killer numero uno dei ragazzi tra i quindici e i ventinove anni.
Contiamo che lei sappia aiutarci perché i valori ai quali ci appelliamo sono, da che mondo è mondo, prerogativa specifica dell’animo femminile: il primato della vita e della tutela dei più giovani su tutti gli altri interessi che, seppur importanti, non possono contrastare con questi.
La preghiamo pertanto di richiamare a suo marito la necessità di ribadire un principio che lui stesso aveva riconosciuto: quando si guida non bisogna avere bevuto alcolici, di nessun tipo. E, nel momento che affronterà l’argomento aggiunga anche una parola sull’assoluta inopportunità di bere bevande alcoliche durante la gravidanza e l’allattamento perché il feto e il bimbo assumono attraverso la madre una sostanza che per loro è particolarmente velenosa.
Per una volta almeno, ci provi lei a fare prevalere la logica delle donne su quella della politica degli uomini. Tutti gliene saremo grati. Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada


enrico baraldi
 
     
  06/05/2010
Lady Zaia risponde sul Gazzettino ediz. treviso (ma a firmare è il portavoce del Governatore)
Alcol e guida? Lady Zaia non interferisce sulle scelte del marito.

Ringrazio per l’attenzione che il suo giornale rivolge alla signora Raffaella Monti, che ha letto con grande interesse la lettera indirizzatale da Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada. Sarebbe, però, un guaio se le decisioni di un Presidente di Regione fossero condizionate nel modo paventato dagli autori della missiva. In margine alla quale tengo a precisare che l’opinione del Presidente è, senza dubbio, che la sicurezza viene prima di tutto. Per questo, in più occasioni ha parlato dei pericoli derivanti dall’assunzione di farmaci, dal fumo delle sigarette, dall’alta velocità e da altri numerosi fattori causa del 98% degli incidenti mortali.
Ha poi aggiunto, in diverse circostanze, che chiede con forza che la soglia di tolleranza per l’alcol rimanga nei limiti previsti oggi dalla legge.
Francamente, non si vede di cos’altro bisognerebbe convincerlo che non sia già considerato dal Codice della Strada e dal buon senso.
Giampiero Beltotto

Portavoce del Presidente

della Regione Veneto

Luca Zaia


enricobaraldi
 
     
  05/07/2010
Libero arbitrio
Come promesso, mi ripresento dopo la lettura del libro. L'ho trovato interessante, spesso condivisibile, a volte no. Però sono totalmente d'accordo con la tesi di fondo: ciascuno di noi ha il diritto di essere correttamente informato e scegliere di conseguenza. per questo motivo voglio raccogliere il vostro invito ad una cosa "rivoluzionaria", mettendo a disposizione il mio locale per una presentazione del libro. Tra l'altro sto cercando di coinvolgere nella cosa un esperto di droghe che voi citate nel libro, in modo da rendere il tutto ancor più interessante.
Fatemi sapere come contattarvi privatamente e vediamo se la cosa è realizzabile.
E comunque grazie, perchè informare in modo corretto è sempre cosa nobile.


lupothewolf
 
     
  03/11/2010
collana eretica
tutto coincide!
il titolo, l'eretismo dei contenuti, la disinformazione faziosa. Più che stampa alternativa, sarebbe meglio parlare di valide alternative alla stampa, per il vostro lavoro.
cordialità
Matteo Monte enologo


bacco
 
     
  07/11/2010
scegliere l'alternativa
Non sarà sicuramente sfuggito lo studio pubblicato di recente dalla prestigiosa rivista scientifica inglese Lancet nel quale il ricercatore David Nutt classifica le droghe per il danno che producono. Al primo posto ci sta proprio l'alcol con un buon margine di vantaggio sull'eroina e con un indice di pericolosità tre volte tanto quello della cocaina e quasi quattro rispetto a quello della marijuana. Vale anche la pena ricordare che l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le bevande alcoliche siano la causa di due milioni e mezzo di morti ogni anno, mentre nel nostro paese l'alcol provoca tra le 21 e le 25 mila morti ogni anno a fronte di alcune centinaie dovute alle altre droghe (tabacco escluso). Per le persone che si interessano in modo serio della questione questo studio dice ben poco di nuovo ... periodicamente ricerche scientifiche indipendenti segnalano la verità sui danni prodotti dall'alcol anche se poi ci si dimentica di essi in modo frettoloso. Molti di questi studi sono riportati con riferimenti chiari e precisi su “Vino e bufale” che per l'appunto è una valida alternativa alla stampa divulgativa, troppo spesso schierata a difesa di interessi di pochi a spese della corretta informazione di tutti con l’utilizzo di manipolazioni comunicative che il libro evidenzia (le bufale sul vino per l’appunto!). Può essere però che rispetto alle riviste scientifiche e ai ricercatori abbiano ragione Bruno Vespa, Albano, Antonella Clerici e Marisa Laurito ai quali con buona regolarità la nostra televisione affida l'informazione sul vino. Immancabilmente sostengono che fa bene, che protegge dal cancro e che è un buon aiuto anche per le donne in gravidanza, senza rispetto per la verità scientifica, per la salute di tutti e neanche per quella dei bambini. Queste comunicazioni costituiscono una delle possibilità attraverso le quali informarsi: noi siamo convinti che non rappresentino affatto una valida alternativa alla stampa! Con cordialità contraccambiate. Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada autori di Vino e bufale

enrico baraldi
 
     
  01/12/2010
Goccia a goccia sangue a sangue
Quello che viene proposto da una rockstar spesso fa più rumore di tante ricerche scientifiche: per questo Gianna Nannini potrebbe prestare più attenzione a quanto dice e fa. La non-giovane-neo-mamma si è infatti lasciata prendere da un entusiasmo non privo di conseguenze alla nascita della figlia Penelope, frutto di una gravidanza-sfida che ha spostato in avanti le lancette dell’orologio biologico delle donne. Come riportato dal Corriere della sera del 28 Novembre 2010 ha prima brindato col vino rosso Baccano(di sua produzione), per poi dichiarare il desiderio di allattare la piccola celebrando “il suo inno alla libertà e al diritto di ciascuno di fare quello che vuole, quando vuole e con chi vuole”. Dimenticando magari per un solo momento, o forse per tutti i mesi dell’allattamento, il diritto di Penelope di non assumere passivamente dell’alcol etilico. L’alcol etilico infatti passa al bimbo sia attraverso la placenta sia attraverso il latte materno: perciò come nessuna persona di buon senso metterebbe un bicchiere di vino nel biberon, nessuna mamma dovrebbe assumere bevande alcoliche durante la gravidanze e l’allattamento (nemmeno se fatte in casa o nella propria casa di produzione vinicola). La stessa Nannini aveva scritto in una lettera aperta dedicata alla figlia in arrivo e affidata alla rivista Vanity Fair: «Mi tiri fuori una voce che non ho mai avuto e sei tu, sangue del mio sangue, che mi fai raggiungere note mai sfiorate prima». Per l’appunto, sangue del suo sangue, ma con qualche enzima in meno e con un corpicino e un cervello più delicato e bisognoso di protezione. Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada autori di Vino e bufale

enrico baraldi
 
     
  16/12/2010
Siamo tutti figli di Machiavelli
La Nannini per consanguineità territoriale, Baraldi e Sbarbarda per la predilezione della “ragion di stato”.
In questo articolo si rubacchia a spizzico e magnifico dalla vita di una persona, si altera la realtà per portare avanti un messaggio, soltanto in quanto rockstar famosa. Si tralascia, appunto, che si tratta comunque e pur sempre di una “persona”, di una donna. Una donna che, molto consapevolmente, ha scelto e voluto dar luce a una vita. E, in questo caso, una donna così tanto motivata e (ne son certa) intelligente e informata che, nonostante evidentemente apprezzi il vino tanto da possederne un’azienda di produzione, … ma non farà certo alcuna sciocchezza che possa pregiudicare la salute del miracolo che ha scelto e voluto!
Forse, dopo aver conseguito le prime “tappe”: la gravidanza con le sue privazioni e limitazioni (alimentari, di postura, di ritmi veglia-sonno, …) e il parto con il suo travaglio, e prima di affrontare le successive (allattamento ma non solo), ma, da donna e madre, se tra una fase e l’altra ha voluto brindare, prendersi una pausa per fingere di pensare soltanto a se stessa come non faceva più da tempo e come non farà più per ancor più lungo periodo di tempo, ma perché vengono suggeriti pensieri che, magari, la Nannini non ha mai avuto? Ve l’ha raccontato lei di aver dimenticato, non solo per un momento, ma “forse per tutti i mesi dell’allattamento” il diritto di Penelope di non assumere alcol passivamente?
Proprio perché son donna e “mamma”, e di un adolescente, ho dovuto lasciar sbollire la rabbia prima di intervenire.
La “ragion di stato”, il “bene” superiore che trascende il “particulare”.
Penso a quei genitori che non hanno più il figlio o la figlia per colpa di un guidatore con tasso etilico nel sangue, penso ai circuiti del divertimento giovanile a base di irresponsabile sballo alcolico (costa meno di qualsiasi altra droga!), penso ai danni fisici, pericolosamente invalidanti, derivati dal consumo di “bevande” (che spacciano per vino) ma che, costando 1 euro e 50 o poco più il brik da litro, sospetto fortemente essere composte soltanto da additivi chimici. I giovani e gli adolescenti, si sa, non hanno mai troppi soldi in tasca!
Scrivo da una terra in cui c’è uno dei più alti tassi di etilismo minorile. E, da mamma, sono preoccupata.
Penso pure a quelle donne che, non “consapevolmente”, portano avanti una maternità e non riescono o vogliono o reputano dimenticare i propri egoismi a fronte del benessere del “sangue del nostro sangue”. Ma penso anche a quelle donne che credono (così a loro è stato detto e tramandato) che la birra (o il vino) fa “montare” il latte.
Forse è vero: ancorchè travisando, probabilmente non è troppo sbagliato appropriarsi di momenti pubblici di persone famose (fingendo di dimenticare il loro aspetto umano, personale) per, attraverso e grazie alla loro notorietà, inviare messaggi che, trascendendo il “particulare”, mirano all’obiettivo del “bene” più grande, alla “ragion di stato”. Se, grazie a un’azione manipolatoria nell’utilizzo di un nome e delle vicende di una celebrità, si arriva ad infondere conoscenza ad un più ampio ventaglio di pubblico … beh, forse e a rabbia sbollita, machiavellicamente, … posso pure arrivare a essere d’accordo con voi! (Ma non fatelo più così spudoratamente!)


Michela
 
     

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